“Anelito di tempesta”
Filari di segni si ripetono e si sovrappongono nella costruzione di un elemento familiare, ma non per forza didascalico: potrebbe essere una nuvola, oppure qualunque forma capace di evocare questo profilo. Vive in una metamorfosi continua, a tratti lenta, a tratti improvvisa. È l’idea di qualcosa che ha avuto il tempo di consolidarsi, ma ora si prepara a mutare verso un nuovo stato, imprevedibile.
Pur immersa in un’atmosfera calda e rassicurante, la forma lascia affiorare segni che si incrinano, pronti a farsi trasportare via: una quiete che si avvia alla tempesta per ritrovare, oltre, una nuova quiete.
Due matrici incise ripetutamente all’acquaforte si alternano, segno dopo segno, per ottenere densità e vibrazione cromatica. La tecnica indiretta dell’acquaforte permette un passaggio della materia solo in parte controllato, adatto a tradurre spontaneamente una ricerca, tanto volontaria quanto inconscia, sull’intimità di uno stato d’animo. Dalla mano al metallo, e dal metallo alla carta: un ciclo evolutivo che rispecchia quello di una nuvola, sospesa tra stabilità e trasformazione.
