“Inno al toccare”
Tecnica: acquaforte e acquatinta su zinco
“Inno al toccare” esprime l’urgenza di un ritorno al contatto diretto con il mondo che ci circonda, opposto all’estremo individualismo che affligge la società contemporanea.
Da un lato la globalizzazione, dall’altro l’estremo nazionalismo, insieme all’uso sempre più ossessivo di dispositivi nati per connetterci ma che spesso producono l’effetto opposto, sono tutti elementi che contribuiscono ad amplificare tale individualismo, distaccandoci da bisogni umani primari — come la socialità e il contatto con l’altro.
In un contesto che ci allontana progressivamente gli uni dagli altri, portandoci all’isolamento, l’opera si propone come un invito a riflettere sull’importanza dell’altro e sulla necessità di una conoscenza diretta e autentica. È un monito contro la chiusura e l’immobilismo generati da logiche di protezione, controllo e paura imposte dall’alto.
Solo attraverso il contatto, il fare comunità e la connessione reale è possibile contrastare il senso di precarietà e frammentazione che caratterizza il nostro presente.
