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“Memorie Cosmo-Agoniche”

Tecniche: acquaforte, acquatinta, ceramolle, craquelé, maniera al sale, punzone elettrico.

L’opera, composta dalla successione di cinque matrici in rame, è pensata come una “sequenza stratigrafica” immaginaria proiettata nel futuro. Seguendo un ordine ascendente con taglio sempre più irregolare e sincopato, la composizione si sviluppa come narrazione dell’esistenza di un mondo che volge alla sua fine: dalla vita primordiale l’elemento umano emerge, nella sua incessante ricerca di spazio. Domina a questo punto la tecnologia, nuova “natura” creata dall’uomo.

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